Vittorio Valente
Vittorio Valente nasce ad Asti nel 1954, vive e lavora a Genova. Dopo il diploma si occupa per diversi anni di microbiologia e proprio lavorando in questo settore e grazie al frequente uso del microscopio nasce in lui l’idea di avvalersi dell’estetica delle cellule simulando la pelle umana; un lavoro dunque sul corpo, anche se indiretto, attraverso l’elaborazione di una serie d’immagini macro; la rappresentazione dell’infinitamente piccolo per rimandare al “grande”. Nel 1987 inizia l’attività artistica occupandosi del rapporto arte-scienza, spaziando tra cinematografia e letteratura, utilizzando per primo il silicone con la siringa al fine di ottenere quel modulo a goccia che caratterizza tutto il suo percorso artistico. Non disdegna la componente ironica all’in- terno del dualismo tra essere ed apparire, vedasi in particolare le serie denominate “Viaggio Allucinante” e “Guerrieri Silenziosi”, ove gioca con il significato e il significante, invertendone i valori, mascherando la bellezza estetica con elementi ritenuti negativi, pericolosi, operando con le forme accattivanti degli stessi. In chiave di ricerca sulla connessione e sulla trasmissione d’informazione vanno lette le “evocazioni” che realizza nel ’90 e nel ’91 con il gruppo chiamato, per l’appunto, “Arte come evocazione” curato da Miriam Cristaldi e guidato da Claudio Costa. Nel 1993 è tra i fondatori con Omar Ronda, Tommaso Trini e Luca Beatrice del movimento CRACKING ART. Modella forme plastiche tridimensionali anche quando sceglie di utilizzare la tela come supporto, trasformandola in altorilievi solo apparentemente duri e aguzzi. Le superfici dermatiche così create non rifiutano di essere toccate ed accarezzate, richiedendo ed anzi sollecitando nel pubblico l’attitudine ad un approccio multisenso- riale del reale. Dal 1995 si occupa anche di Design ricoprendo con la “pelle artificiale” diversi oggetti, soprattutto sedie, ideando la nuova serie i “Contenitori di Corpi”. Unendo al materiale artificiale pigmenti ad olio ottiene nuove tonalità cromatiche (nero, bianco rosso e color metallo) che lo portano, so- prattutto nel passato più recente, a soluzioni monocromatiche, vedi le “Griglie” iterative, dove l’infinitamente piccolo viene ulteriormente ingrandito. Le suggestioni nate dal confronto con le nuove frontiere della scienza e della biologia si specchiano nei traguardi raggiunti dall’informatica; così le gocce ingrandite di silicone costruiscono le opere di Valente come i pixel di un’immagine digitale. Hanno scritto del suo lavoro: Paolo Balmas, Luca Beatrice, Fabrizio Boggiano, Boris Brollo, Germano Beringheli, Giorgio Bonomi, Chiara Canali, Clara Carpanini, Valentina Caserta, Luciano Caprile, Enzo Cirone, Viana Conti, Miriam Cristaldi, Ferruccio Giromini, Daniela Del Moro, Edoardo Di Mauro, Elena Masoero, Gianluca Marziani, Bianca Pedace, Gabriele Perretta, Gilberto Pellizzola, Alessandro Riva, Livia Savorelli, Maurizio Sciac- caluga, Viviana Siviero, Silvia Sfrecola, Sabina Spada, Maria Luisa Trevisan, Tommaso Trini, Lara Vinca Masini, Sabrina Zannier, Igor Zanti. Tra le gallerie dove ha esposto si citano: Cesarea Genova, Busi Chiavari, La Polena Genova, Unimedia Genova, Santo Ficara Firenze, La Giarina Verona, L’Uovo di Struzzo Torino, Fusion Gallery Torino, BeD Milano, Rino Costa Casale M., Continua San Gimignano, Galleria Centro Steccata Parma, Roma e Arte Roma, Atrium Biella, Raffaghello Ovada, Passo Blu Barcellona, Galleria Gagliardi S. Giminiano, Galleria Giannone Pisa Tra i musei: Museo de Arte Italiana de Lima , Museo attivo Claudio Costa Genova, Museo di Villa Croce Genova, Su Logu De S’Iscultura Tortolì , Museum in Motion Piacenza, Museo di Gubbio, Museo del cappello Borsalino Alessandria, Galleria d’Arte Moderna Genova Ha partecipato inoltre a numerose rassegne nazionali ed internazionali.