Gianni Dova
Nasce a Roma nel 1925. Dopo aver studiato nel Collegio dei Gesuiti San Leone Magno, frequenta il liceo artistico a Milano (1939) e si diploma nel 1945 all’Accademia di Brera, dopo aver seguito i corsi di Funi, Carpi, Carrà. Già impegnato nella rivista “Numero” (1941) e aderente (assieme ad altri, tra cui Morlotti e Cassinari) al manifesto Oltre Guernica (1943), costituisce con Joppolo, Porzio, Tullier e i pittori Casorati, Meloni, Kodra, il Gruppo di Linea (1947), ribadendo un deciso orientamento pittorico neocubista. Negli anni Cinquanta si affianca agli artisti avanguardisti propugnatori dello spazialismo: in primo luogo Lucio Fontana, seguito da Crippa, con i quali sottoscrive il VI manifesto spazialista. Nel 1956 risiede ad Anversa, dove studia i dipinti di Bosch. L’anno seguente è premiato alla Biennale di San Paolo del Brasile. Nel 1959 espone al Salon de Mai (Darmstadter Sezession); partecipa quindi a diverse mostre (dell’arte italiana in Francia e a Torino; alle gallerie Michaud a Firenze e La Nuova Pesa di Roma etc.) ed è ospitato in più di un’edizione della Biennale di Venezia (nel 1962 ha una sala personale) e della Quadriennale romana. Soggiorna in Bretagna tra il 1967 e il 1969. La cospicua produzione di Dova, morto a Milano nel 1991, versa su grafica, pittura, scultura e ceramica, decorazione murale. Tra le presenze espositive si segnalano le mostre monografiche a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1980), alla Galleria Cafiso in Milano e l’antologica curata dal Comune di Messina nel 1982.