Pino Pascali
"Per Pascali lo spettacolo è invenzione, un gioco improvvisato con tecniche volutamente primitive e con i materiali stessi di cui la gente normalmente si serve per fare altre cose... E' forse il solo che abbia capito che ad una società opulenta può solo corrispondere un'arte povera". Giulio Carlo Argan in "L'arte moderna". (1970, Sansoni Editori). Nato a Bari nel 1935 e scomparso a Roma giovanissimo all'età di 33 anni, Pino Pascali è l'unico artista pugliese e tra i pochi italiani a cui sia stata dedicata una sala in permanenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Pascali è stato uno dei protagonisti più brillanti del movimento dell'arte povera insieme a Kuonellis, Mattiacci, Lombardo. La sua figura è stata centrale nella scena artistica e culturale degli anni Sessanta e Settanta. La retrospettiva della sua opera, organizzata alcuni anni fa a Parigi, ha permesso che il lavoro di questo grande artista fosse conosciuto a livello internazionale. E' grazie alla mostra retrospettiva organizzata al Museo Reina Sophia di Madrid che arriva la consacrazione. Tra le sue opere più conosciute, vanno ricordate "Il dinosauro" del 1966, "Il mare" del 1965, installazione presentata alla Galleria Iolas di Parigi, l'importante serie di cicli ai quali appartengono i pezzi anatomici di donna al Colosseo, la serie di animali, le sculture bianche, i muri e la serie delle armi.