Balla Giacomo
Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871. Dal 1891 frequenta l'Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1895 si stabilisce a Roma, dove lavora come illustratore e ritrattista e partecipa ad alcune mostre annuali della Società degli Amatori e Cultori. Nel 1900 Giacomo Balla parte per Parigi per visitare la Exposition Universelle. Qui vede le opere dei pittori impressionisti, dei "pointillistes", e rimane attratto dagli studi fotografici sul movimento di Marey. Tornato in Italia, si propone di promuovere il divisionismo. Boccioni, Severini e Sironi sono alcuni dei suoi allievi. La sua pittura combina intelligentemente un'attenzione alle tematiche sociali, con l'interesse scientifico negli effetti della luce, un ingrediente che si porterà appresso nel corso di tutta la sua vicenda futurista. Negli anni seguenti Giacomo Balla intensifica gli studi sulla luce e il movimento. Nel 1909 dipinge Lampada ad arco. Nel Febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo. Balla è profondamente attratto dalle idee di Marinetti. Dall'incontro con Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Gino Severini scaturisce il Futurismo nell'arte. Nel 1910 Balla sottoscrive il Manifesto dei Pittori Futuristi, seguito immediatamente Manifesto Tecnico della Pittura Futurista. L'analisi del movimento, attraverso la sua scomposizione in fasi successive riprodotte contemporaneamente, appare in opere celebri, come Bambina che corre sul balcone e Dinamismo di un cane al guinzaglio, del 1912. Lo stesso anno si trasferisce a Düsseldorf per lavorare alle decorazioni di Casa Löwenstein. Qui realizza le prime opere del ciclo Compenetrazione iridescente, in cui gli effetti di luce e movimento sono ridotti a schemi geometrici. Dal 1913 Giacomo Balla inizia a svolgere un ruolo più attivo all'interno del gruppo futurista. Partecipa alla mostra del Teatro Costanzi di Roma. Nel 1915, firma, insieme a Fortunato Depero, il Manifesto della Ricostruzione futurista dell'Universo. Sono anni di intenso lavoro: Balla si dedica a sperimentazioni materiche e si occupa della realizzazione di scenografie, arredamento e abbigliamento. Fa anche esperimenti cinematografici. Tra il 1914 e il 1915 si impegna attivamente in favore dell'intervento dell'Italia in guerra. Nel 1925 Giacomo Balla partecipa con Depero e Prampolini alla "Exposition des Arts Décoratifs" a Parigi. Nel 1929 sottoscrive il Manifesto dell'Aeropittura futurista, che segna il suo ultimo atto di adesione al futurismo. Nel corso degli anni '30 Balla si dissocia dal movimento, nella convinzione che la "pura arte" si possa scoprire solamente nel realismo assoluto. D'ora in avanti, le sue opere saranno caratterizzate da una pittura di tipo figurativo, affine a quella degli esordi, ma di minor impatto. Giacomo Balla muore a Roma nel 1958.