Guido Airoldi
Classe 1977, bergamasco, nel 2002 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, orientando la propria attività artistica nei campi della pittura, del collage e della performance, con una particolare attenzione al recupero di immagini preesistenti. Numerosi i premi e le menzioni ottenuti, tra i quali sono da ricordare The 4th Intenational Arte Laguna Art Prize, dove Airoldi si posiziona tra i finalisti, esponendo nei prestigiosi spazi dell’Arsenale di Venezia, ha poi vinto i premi Catch by the Eye, Save in the Heart e Koller Gallery Special Prize, esponendo quindi a Budapest e a Londra. Recente la mostra personale Circus Lupiensis, curata da Carolina Lio presso le sale del Castello di Carlo V a Lecce. Sempre nel 2011 è da ricordare la personale Animali Recuperati allestita al Noah Brand Energy Container, a San Martino Buon Albergo, Verona e nel 2010 Ex circus, presso la Galleria Anfiteatro Arte a Milano, curata da Mattia Munari. Sono gli animali i soggetti preferenziali dell’artista, come lucidamente ha letto Carolina Lio: “compare solo la forma di un animale senza contesto, appena circondata da una sottile cornice bianca oppure isolata e racchiusa in una teca di plexiglas. (...) i suoi soggetti vengono protetti in una dimensione curativa e catartica che ha un ché sia di medico che di eroico. Le immagini che compongono le sue opere sono, infatti, state tolte dal chiasso della strada e dall’usura del tempo, sono ritagliate, re-incollate su una carta bianca e pura e poi medicate nelle loro parti mancanti con lievi e discreti interventi pittorici. In definitiva, questi animali – o meglio le loro rappresentazioni – sono stati salvati, e svolgono nell’opera un periodo di convalescenza infinita, accompagnati dalla sigla AR (Animale Recuperato) e da un vecchio timbro della USL.”