Aldo Spoldi
Aldo Spoldi è nato nel 1950 a Crema dove vive e lavora. All’inizio degli anni settanta si accosta all’arte concettuale e alle esperienze teatrali e performative. Nel 1972 fonda e pubblica la rivista “Trieb”. Allestisce le prime mostre personali a Milano nel 1978. In seguito il suo lavoro è caratterizzato dal tentativo di superare il rigore dell’arte concettuale attraverso la figura disegnata e composta di molteplici frammenti (allestisce mostre personali da Luciano Inga Pin alla Galleria Diaframma di Milano e da Canaviello a Milano e Roma). Grazie alla pittura, che è per lui uno strumento capace di ribaltare la logica del concetto in un sottile gioco di ironia, nel 1980 Barilli, Daolio e Alinovi lo invitano a “Dieci anni dopo: i nuovi-nuovi”, che si tiene alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, e a “The Italian Wave” presentata alla Holly Solomon Gallery di New York; e Caroli lo inserisce in “Nuova immagine” alla Triennale di Milano. Oltre ad aver tenuto numerose mostre personali in Italia (Giorgio Marconi a Milano) e all’estero (Daniel Templon a Parigi e Holly Solomon a New York) è stato invitato a importanti manifestazioni internazionali, quali la “Biennale di Parigi” e la “Biennale di Venezia”. Lo studio Marconi gli pubblica il libro “Oh bella ciao!” (Milano 1986), dove viene raccolta la poetica dell’artista. Dopo la Biennale di Venezia espone alla Hayward Gallery di Londra nell’ambito di un’ampia rassegna sull’arte italiana degli ultimi vent’anni. Nel 1995 espone a “Milano anni novanta”, Refettorio delle stelline, Milano; nel 1996 alla Quadriennale di Roma; nel 1998 a “La citazione”, Belluno e Cortina d’Ampezzo. Ha composto due provocatorie opere liriche: “Enrico il Verde” (rappresentata alla Rotonda della Besana, Milano nel 1987) e “Capitan Fracassa” (rappresentata al Museo Pecci, Prato nel 1989) e la coreografia del balletto “Circo” (rappresentata alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”, Milano 1993); questi tre progetti rappresentano una risposta all’esuberanza della pittura che in quegli anni ha invaso il mondo artistico. Nel 1988 ha costituito la società Artistica “Oklahoma” che due anni più tardi ha registrato alla camera di Commercio trasformandola in S.r.l. e successivamente in “B.D.O. Ltd”, una società di capitale con sede a Lugano di cui Spoldi è presidente e amministratore delegato. Scopo della società è di realizzare un soggetto artistico, un’autore-persona giuridica, una ditta-artista capace di operare all’interno del sistema dell’arte. Espone i lavori dell’Oklahoma allo Studio Casoli, Milano 1990; allo Stedelijk Museum, Amsterdam 1991; alla Torch Galerie, Amsterdam 1993; alla mostra “Businnes Art-Art Businnes” al Groninger Museum a cura di F. Haks e Loredana Parmesani, Groninger 1993. Questo lavoro troverà il suo logico sviluppo nel progetto didattico “Cristina Show”, tenuto all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano dove insegna, mirante a produrre l’artista virtuale Cristina Show. Tale progetto è stato esposto in Italia (Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Fondazione Michelangelo Pistoletto, Museo Marino Marini, Flash Art Museum di Trevi, Galleria Careof di Milano) e all’estero (Italienska Konstnarer in Svezia, New York University di New York, Columbus Center di Toronto, V. de Bellis Collection di San Francisco). All’interno di questo progetto ha pubblicato i libri: “Lezioni di educazione estetica - Manuale per divenire artisti”, Skira e Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Milano 2000, “Cristina Show - Frammenti di vita”, Skira e Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea, Milano 2001 e “Lezioni di filosofia morale - L’arte di diventare diavoli”.