Atanasio Soldati
Parma 24 agosto 1896 - Parma 27 agosto 1953 
Figlio illegittimo di Filippo Basetti e di Fiora Soldati. Soldati, in effetti, non è il cognome paterno ma quello della madre, che prestava servizio presso i Basetti, cospicua famiglia di Vairo. Nel 1895 una relazione amorosa tra la ventisettenne Fiora Soldati e Filippo Basetti (scapolo ormai cinquantasettenne) non poté essere celata più a lungo: la donna, incinta di un paio di mesi, venne prudentemente allontanata da Vairo e trovò ospitalità, fino al momento del parto, presso la famiglia sabbioni di Ranzano. Infine fu avviata presso l’ospizio degli Esposti in Parma, dove mise alla luce un neonato cui venne assegnato il nome di Atanasio (il nome dello zio del padre) Frontani. Il 17 ottobre dello stesso anno la madre riconobbe il figlio, che in tal modo acquistò il suo cognome. Il padre, tuttavia, per provvedere al futuro del neonato, donò a Fiora Soldati una casetta a Parma, in Borgo degli Uccellacci. Dal padre, poeta sciolto e arguto e ottimo pittore (studiò a lungo sotto la guida dello Scaramuzza, che era di casa nella sua ospitale villa di Vairo), ereditò quindi, insieme con l’innato trasporto per la pittura, quello studiolo che si affacciava dai tetti verso la fiancata sud della chiesa di San Giovanni, da cui trasse ispirazione per tanti schizzi e studi tipici della sua prima maniera, ai tempi in cui fu studente di architettura a Parma. Partecipò quindi quale volontario alla prima guerra mondiale quale ufficiale di artiglieria. Si laureò (1921, università di Parma) in architettura. Nel 1922 espose dieci piccoli quadri a Parma e nello stesso anno progettò con l’architetto Mora la facciata della chiesa di Sant’Alessandro, che però non fu mai realizzata. Nel 1925 si trasferì a Milano, dove insegnò per diciotto anni decorazione alla Scuola del libro dell’Umanitaria. Dopo aver tenuto una mostra personale alla galleria del Milione a Milano nel 1931, il Soldati si trovò a far gruppo con altri artisti (O.Licini, O.Bogliardi, V.Ghiringhelli, M.Reggiani) che, orientandosi verso la pura astrazione di ispirazione genericamente neoplastica si allinearono tra le più valide forze di reazione al Novecento. Il Soldati ebbe come punto di riferimento l’architettura. Il quadro per lui è soprattutto una selezione di immagini, un rapporto tra ritmi di linee, piani e colori e la profondità e il volume rimangono solo virtuali. Le forme geometriche sono simboli di una purezza intellettuale. Le opere del Soldati hanno anche una ascendenza metafisica, concepita come una struttura spaziale sospesa dove navigano forme e colori. Ma egli meditò soprattutto sulle esperienze della Bauhaus, di Mondrian, di Klee e Kandinsky. Le mostre collettive del 1932 e 1934 alla Galleria del Milione e del 1935 nello studio di Casorati a Torino, alle quali partecipò, sono importani tappe della storia dell’astrattismo italiano, di cui il Soldati fu quindi fin dagli inizi uno dei protagonisti. Successivamente abbandonata ogni sfumatura metafisica, assunse una posizione di leader all’interno delle correnti d’avanguardia, qualificando sempre di più la propria produzione in rapporto alla cultura internazionale.La tensione costante del Soldati e il rifiuto di una facile ripetitività, si chiarirono nella cosiddetta crisi metafisica degli anni dopo il 1939, quando ritrovò nella purificazione di metodo le ipotesi dilatate che ribadivano le motivazioni costanti della sua poetica. Durante la seconda guerra mondiale il suo studio venne bombardato e molte opere andarono perdute. Si trasferì a Solbiate Olona, poi a Losana, in provincia di Pavia, e partecipò alla resistenza (fu eletto presidente del comitato di Liberazione nazionale di Brera). Nel 1947 tornò a Milano e tenne una personale alla Galleria Bergamini. Fondò, nel dicembre 1948, insieme a Dorfles, Monnet e Munari, il Movimento Arte Concreta. Tra le molte manifestazioni cui il Soldati fu presente da allora fino alla morte, si citano tra le più importanti (oltre alle tante alla Galleria Bergamini di Milano) la mostra Italienische Kunst der gegenwart a Monaco nel 1950, la mostra Arte astratta e concreta in Italia nel febbraio 1952 alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, le Biennali di Venezia (dove il Soldati vinse nel 1952 un premio acquisto) e le quadriennali di Roma. Le composizioni degli ultimi anni sono improntate al movimento (allegro e fuga, 1950). Le forme si semplificano e il colore acquista una posizione di primo piano. Nelle Composizioni del 1952 e 1953, le sue architetture astratte emergono da fondi rossi e gialli. Alla fine del 1949 il Soldati venne operato per un tumore ai polmoni: nel 1952 espose una sala personale alla Biennale di venezia, nonostante fosse gravemente ammalato. Nel 1965 il Centro Culturale Olivetti di Ivrea organizzò una retrospettiva comprendente oltre settanta opere. Opere del Soldati si trovano nella Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma, nella Galleria d’arte moderna di Milano, nel museo civico di Torino, nella Pinacoteca Stuart di Parma, nel museo di San Paolo nel Brasile, oltre che in molte collezioni private.
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