Piero Dorazio
Piero Dorazio è nato nel 1927 a Roma, dove fin dagli anni ’40 si dedica alla pittura, e dove frequenta per quattro anni, senza laurearsi, la facoltà di Architettura. Assieme agli amici Lucio Manisco, Mino Guerrini e Achille Perilli frequenta nel primo dopoguerra lo studio di Renato Guttuso, ma ben presto si allontana dalle tesi del realismo socialista, e con gli stessi Perilli, Guerrini e Manisco, assieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato e Pietro Consagra dà vita nel 1947 al gruppo "Forma 1". Nel 1947 è a Parigi, poi a Praga per il "Primo festival mondiale della gioventù", poi di nuovo a Parigi, dove si trattiene per un anno di studio. Nel ’49 con Guerrini, Manisco e Perilli presenta a Roma la mostra Arte concreta. L’anno successivo il gruppo apre nella capitale la galleria-libreria "L’age d’or". Il 1951 è l’anno dell’incontro con Giacomo Balla e della partecipazione alla Triennale di Milano. Nel 1952 Dorazio collabora alla fondazione "Origine" e alla pubblicazione della rivista Arti visive, e partecipa con tre disegni alla XXVI Biennale di Venezia. Nel 1952 è a New York per un anno. Nel 1960, dopo aver partecipato alla XXX Biennale di Venezia, soggiorna a Philadelphia, dove riceve l’incarico di direttore del Dipartimento di Belle Arti all’Università di Pennsylvania. Nel ’65 partecipa alla mostra The responsive eye al MoMA di New York. Nel ’66 è di nuovo alla Biennale di Venezia. Nel 1970 lascia l’insegnamento e torna in Italia. Nello stesso anno partecipa come commissario alla Biennale di Venezia, dove cura una retrospettiva di Marc Rothko. Nel ’74 trasferisce il suo studio a Todi, dove vive e lavora fino alla scomparsa, il 17 maggio 2005 all'età di 77 anni. Tra le mostre degli anni successivi, ricordiamo nel 1979 l’antologica al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, poi passata in varie città europee, e nel 1983 alla Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma; nel 1990-91 l’antologica al Museo di Grenoble e poi alla Civica galleria d’Arte Moderna di Bologna; nel 1994 un’ampia rassegna ad Atene; nel ’99 un’antologica sugli anni 1960-70 al Pac di Milano. ARTICOLO SU LA REPUBBLICA 17 MAGGIO 2005: "E' MORTO A TODI PIERO DORAZIO PADRE DELL'ASTRATTISMO ITALIANO" Piero Dorazio, uno dei padri dell'astrattismo italiano, è morto in ospedale a Perugia. Aveva 77 anni. In Umbria si era trasferito nel 1973 e viveva a Todi, nella frazione di Canonica, in un ex eremo camaldolese, che aveva ristrutturato ed era diventato il suo studio e la sua residenza principale. A Todi sono cresciute ed hanno studiato le due figlie più piccole, mentre l'altro figlio vive a New York. Nella sua villa di Canonica ha più volte ospitato artisti internazionali, intellettuali, personalità varie. Dorazio era malato da alcuni anni e negli ultimi mesi le sue condizioni si erano aggravate. L'artista, nato a Roma il 29 giugno del 1927, ha incarnato la ricerca dell'astrattismo italiano da quando nel 1947 redasse il manifesto del "Formalismo-Forma 1", insieme a compagni d'arte illustri, come Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato. Ed è stato fra i maestri italiani più noti all'estero del Novecento. Con "Forma 1" si schierò contro il "realismo socialista" e a difesa dell'arte astratta, sostenendo che "la sperimentazione è esperienza sulla forma". Nel 1948 organizza la prima mostra Nazionale d'Arte Astratta alla Galleria di Roma e nel 1951 alla Galleria Nazionale d'arte Moderna. I primi anni Cinquanta sono per lui densi di lavoro e di affermazioni. Organizza con Guerrini e Perilli la galleria "Age d'or" a Roma e a Firenze, cooperativa fra artisti per la diffusione di arte e stampa internazionale d'avanguardia. Inizia in quel periodo una serie di quadri bianchi e ricerche tridimensionali con linee e punti in rilievo. Partecipa alla Triennale di Milano con una grande pittura murale collettiva. Nel '52, sempre assieme a Perilli e ad altri organizza la Fondazione Origine" e pubblica la rivista "Arti visive". Dal 1953 si trasferisce negli Stati Uniti, dove frequenta i nuovi maestri, da De Kooning a Rotho, Pollock e Barney Newman, partecipando al "Summer International Seminar" della Harvard University e tenendo una personale alla Wittenborn One-Wall Gallery di New York. Nel 1958 sviluppa un metodo di rappresentazione dello spazio mediante la vibrazione della luce, attraverso un reticolo trasparente di strutture cromatiche sovrapposte. Nel 1959 riceve il Premio Lissone ed espone a Berlino e Hannover. Dal 1960 dirige il dipartimento della Pittura, Scultura e Grafica della School of Fine Arts dell University of Pennsylvania dove insegna come Full Professor fino al 1970. Quando si trasferisce a Todi, il Comune allestisce una sua grande mostra antologica nella "Sala delle Pietre". Dipinge allora i quadri con le macchie trasparenti e con dei frammenti di linee colorate che danno dinamismo a grandi composizioni di ispirazione impressionista.