Salvatore Fiume
Salvatore Fiume (Comiso 1915 - Milano 1997) è famoso per le città e le isole di statue, abitabili figure antropomorfe d'ispirazione metafisica e per la sensualità e i colori con cui ha ritratto le donne di tutto il mondo, dall'Africa al Giappone. Pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo, Salvatore Fiume è stato interprete di quasi un secolo di storia italiana, il Novecento. Nato a Comiso, in Sicilia, nel 1915, agli inizi degli anni trenta si trasferisce a Urbino dove frequenta il Regio Istituto d'Arte del Libro di Urbino grazie a una borsa di studio. I primi disegni risalgono all’infanzia ma con la scuola di Urbino acquisisce la tecnica: del disegno, dell’illustrazione, della stampa, in particolare la litografia, la serigrafia, l’acquaforte e la xilografia. Terminati gli studi, nel 1936 si trasferisce a Milano dove diventa amico degli intellettuali dell’epoca, come Salvatore Quasimodo, Dino Buzzati e Raffaele Carrieri. Il suo primo successo è un romanzo, Viva Gioconda!, pubblicato a Milano nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini. Nel frattempo, nel 1938 si era trasferito a Ivrea come art director di “Tecnica e Organizzazione”, la rivista della Olivetti cara al presidente Adriano Olivetti. Ma Fiume sceglie definitivamente la pittura e nel 1946 si stabilisce a Canzo, vicino a Como, dove adibisce a studio e abitazione una suggestiva filanda dell'Ottocento, che rimarrà la sua casa per tutto il corso della sua vita. La prima mostra di dipinti si tiene a Milano, nel 1949, alla Galleria Borromini, dove le sue Isole di Statue e Città di Statue suscitano molto interesse presso la critica: il direttore del MoMA di New York, Alfred H. Barr, acquista un suo dipinto e un altro entra a far parte della collezione Jucker di Milano. L’anno dopo la Biennale di Venezia lo invita a esporre il trittico Isola di Statue (ora nei Musei Vaticani), che gli vale una copertina di “Life”. Fra il 1949 e il 1952, su invito dell'industriale Bruno Buitoni Sr, realizza dieci grandi dipinti sulla storia di Perugia, oggi conservati nella Sala Fiume di Palazzo Donini sempre a Perugia. Nel 1950 l’architetto Gio Ponti gli commissiona un enorme dipinto (48 metri x 3 metri) per le pareti del salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria, che affonderà nel 1956 al largo di Nantucket, Massachusetts. Al 1950 risalgono anche le sue prime scenografie, in particolare per La Vida Breve di Manuel de Falla al Teatro della Scala di Milano, cui ne seguiranno altre fino ai primi anni sessanta: la Norma, il Nabucco, il Guglielmo Tell e la memorabile Medea di Cherubini, nel 1953, con Maria Callas e Leonard Bernstein direttore. realizza scenografie anche per il Covent Garden di Londra, il Teatro dell'Opera di Roma e il Teatro Massimo di Palermo. Nel 1967 Fiume compie il suo primo viaggio in Giappone e realizza un grande mosaico sull’annunciazione per la chiesa di Nazareth. Nel 1973 si reca in Etiopia, nella Valle di Babile, dove dipinge un complesso di rocce con vernici speciali, che poi riproduce in un modello a grandezza naturale che viene esposto al Palazzo Reale di Milano nel 1974. Nella stessa occasione presenta per la prima volta la Gioconda Africana, oggi custodita nei Musei Vaticani. Importanti mostre si susseguono anche negli anni Ottanta e Novanta: Castel S. Angelo a Roma nel 1985 e De Architectura Pingendi allo Sporting d'Hiver di Montecarlo nel 1987, inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco. Nel 1991 espone i suoi progetti architettonici alla Triennale di Milano. Nel 1992 tiene una mostra antologica a Villa Medici a Roma, sede dell'Accademia di Francia. Tra il 1991 e il 1992 visita i luoghi di Gauguin in Polinesia. Nel 1994 presenta la prima mostra antologica di sculture alla galleria Artesanterasmo di Milano con opere in pietra, bronzo, resina, legno e ceramica. Alcune opere di grandi dimensioni sono esposte presso il Parlamento Europeo di Strasburgo, presso gli ospedali "San Raffaele" di Milano e di Roma e a Marsala nella Fontana del Vino. Oltre a Viva Gioconda!, Fiume ha pubblicato altri due romanzi, numerosi racconti, nove commedie, una tragedia e diverse raccolte di poesie. Nel 1998 l'Università di Palermo gli ha conferito la laurea ad honorem in Lettere Moderne come riconoscimento per la sua attività di narratore, poeta e drammaturgo. Suoi dipinti sono esposti in alcuni dei più importanti musei del mondo, come i Musei Vaticani, Il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Pusˇkin di Mosca e la Galleria d'Arte Moderna di Milano. Salvatore Fiume ha concluso la sua vita a Milano il 3 giugno 1997.