Giorgio Meloni
Nasce a Varese nel 1905. Fra il 1923 e il 1927 studia all'Istituto d'Arte di Monza con Arturo Martini, successivamente all'Accademia di Brera di Milano con Ambrogio Alciati. Negli anni Trenta Meloni insegna alla Scuola di arti e mestieri di Lissone e dipinge con uno stile che risente ancora della tradizione ottocentesca e in particolare del paesaggismo lombardo. Le sue prime mostre personali sono del 1939-40 (Galleria Mazzucchelli e Galleria Piccola Mostra a Milano). Nel 1946 espone il ciclo delle Donne, in cui l'artista risente dell'influenza dell'avanguardia cubista ed espressionista, che media attraverso una personale interpretazione lirica del soggetto. In questi anni scrivono del suo lavoro importanti critici internazionali, fra cui Guido Ballo, Mario De Micheli, Raffaele De Grada, Gillo Dorfles, Pierre Restany, Will Grohmann e altri ancora. Dei primi anni Cinquanta sono i cicli, ormai noti, dei Galli e delle Venezie, accolti e sostenuti da galleristi e collezionisti. Nel 1956 Rodolfo Pallucchini gli dedica una sala personale alla Biennale di Venezia. In questi anni la sua ricerca pittorica inizierà a indirizzarsi verso soluzioni di tipo informale, documentate in importanti antologiche in gallerie internazionali. Negli anni Settanta Meloni torna decisamente alla figura, inserendo nelle sue opere di questo periodo, in straordinaria sintonia con le contemporanee esperienze artistiche internazionali, inserti di collage e di frammenti derivati dalla realtà quotidiana. Ancora negli anni Ottanta un'intensa vitalità porterà a un'ulteriore svolta la ricerca pittorica dell'artista, la cui attenzione si focalizzerà soprattutto sulla pittura. L'artista muore a Lissone nel 1989.