Piero Ruggeri
Piero Ruggeri è nato a Torino nel 1930. Diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti, avvia un percorso artistico già inseribile in una direzione e in una dimensione internazionali: sono gli anni di “Francia-Italia”, il ciclo di mostre allestite a Torino dal 1950 al 1961, alle quali Ruggeri partecipa nel 1955, 1957, 1959; un percorso artistico che si amplia e si definisce nella seconda metà degli anni cinquanta con l’apertura all’espressionismo astratto americano. Accanto a queste influenze internazionali emerge tuttavia un tratto distintivo delle vicende artistiche di Ruggeri: lo studio attento della pittura storica, la rivisitazione critica e l’analisi della pittura dei grandi maestri del Seicento da Rembrandt a Caravaggio. Ed è con Il martirio di San Matteo – un attento studio sui valori dell’ombra, della monocromia – che Ruggeri vince il premio Guggenheim nel 1960. Con le opere dei primi anni sessanta (i “lavati”), la sua pittura dà maggior rilievo al gesto: la materia si dirada, si sciolgono le concrezioni per lasciare ampio spazio al dominio segnico e gestuale. È negli anni settanta e ottanta che il gesto e il segno si contraggono in addensamenti figurali: tornano riferimenti sintetici alla natura morta e al paesaggio. I soggetti sono presi da temi già affrontati nel passato, come la figura nel paesaggio (le “Tate nel bosco”). Finché negli anni ottanta si assiste a una sintesi cromatica e formale estrema che anticipa il ciclo dei monocromi. Dalla metà degli anni ottanta, infatti, è la fase degli assoluti, monumentali monocromi: rossi, neri, bruni, bianchi. Dalla fine degli anni novanta la sua ricerca si concentra sulla monocromia applicata al tema del paesaggio. Importanti e numerose le antologiche, collettive, personali, e le mostre panoramiche storiche sulla pittura moderna italiana a cui Ruggeri ha partecipato. Ha ottenuto premi e riconoscimenti ufficiali e nel 1995 la nomina all’Accademia di San Luca. Muore ad Avigliana (TO) il 17 maggio 2009 dopo una lunga malattia.