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CRIPPA
Roberto Gaetano

Roberto Gaetano Crippa nasce a Monza nel 1921. Compie i suoi studi presso l'Accademia di Brera, sotto gli insegnamenti di Aldo Carpi, Achille Funi e Carlo Carrà. I primi dipinti figurativi sono del 1945. Diplomatosi in architettura nel 1947, inizia a mettere in pratica quanto appreso ed espone in personali sia in Italia che all’estero. Nel 1948 partecipa alla biennale di Milano e alla Biennale di Venezia.

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Due anni più tardi firma il III manifesto dello spazialismo "Proposta di un regolamento", con Fontana, Scanavino, Dova e Capogrossi e aderisce alla poetica informale dell’Action painting. Crippa risente del clima post-cubista e, nel 1948, partecipa alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, dove sarà presente anche due anni dopo. Nel 1951 firma il "Manifesto dell'Arte Spaziale" e visita New York dove conosce Alexander Jolas, un gallerista che gli organizzerà mostre personali dalla cadenza annuale. Fra il 1948 e il 1952 le sue opere sono caratterizzate dalle spirali e delle ellissi, cui segue il periodo da lui definito dei "collages" (a partire dal '56) e quello, negli ultimi anni, definito "la metafisica delle materie". Crippa, molto attivo nel clima artistico internazionale, incontra anche Brauer, Ernst, Lam e Matta per scambiare esperienze. Giunge così alla maturazione di "Totem", sia in pittura, che nella scultura. Nel 1955 espone al Naviglio di Milano i polimaterici. Nel 1956, oltre alla Biennale di Venezia è presente in collettive a Tokyo, Hiroshima, Amsterdam, Madrid e in personali a Parigi e Roma. Nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia e alla X Triennale di Milano, quindi espone a New York e tiene viva la collaborazione con architetti, già iniziata nel 1951 in occasione della Triennale. Continua la sua presenza a New York, Londra, Buenos Ayres per tutto il 1957, anno in cui realizza i primi sugheri, cortecce e legni, oltre che proseguire la realizzazione di ferri, bronzi, pezzi in acciaio dal contenuto neo-primitivo e simbolico. Nel 1958 prende parte alla Biennale di Venezia e l'anno dopo si dedica ad un intenso itinerario espositivo per tutto il mondo. Nel 1960 inaugura la produzione di amiantiti, collages con sugheri, giornali, veline plastificate ed altri materiali. Molto ricca l'attività espositiva in Giappone, Olanda, Stati Uniti, Australia, Francia, ma nel 1962, durante uno dei suoi numerosi voli acrobatici, si frattura le gambe e per un anno è costretto all'uso di una carrozzina e di stampelle, impedimento che non blocca il suo vitalismo; lo dimostra il fatto che si presenta ugualmente a mostre a Losanna, New York e Parigi. Nel 1964 ha un’intera sala alla Biennale di Venezia. Segue il suo percorso espositivo veramente molto fitto in Italia e all'estero, al quale affianca instancabilmente la passione per il volo acrobatico, tanto da essere invitato nel 1971 a rappresentare l'Italia ai Campionati mondiali di acrobazia per il 1972. Tutta l'opera di Crippa riflette la partecipazione esistenziale, la sofferta adesione dell'artista alla vicenda dell'uomo in perpetua ansia di conquista dello spazio visibile. Questa angoscia Crippa la portava nella sua vita personale e nella sua passione per il volo che gli sarebbe costata la vita, proprio nel 1972 il suo monoposto precipita presso l'aeroporto di Bresso; a soli 51 anni Crippa trova la morte.

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