Emilio Greco nasce a Catania l’11 ottobre 1913 (“…Sono nato a Catania in una casa posta sotto il livello stradale, eravamo in otto tra i genitori, i figli e una vecchia sorella di mio padre…”). Già in età scolare dimostra la sua passione per l’arte: di nascosto, scoraggiato da suo padre che lo vorrebbe avviare a una professione più redditizia, riempie quaderni di disegni. Saranno tuttavia le modeste condizioni della famiglia a spingerlo verso la scultura. “…A tredici anni in seguito a una malattia di mio padre, dovetti lasciare la scuola, contento di entrare a lavorare nella bottega di uno scultore di monumenti funerari. Imparai rapidamente a sbozzare il marmo e la sera mi fermavo fino a tarda ora a modellare nella creta frammenti di opere classiche.” Nel 1933, a vent’anni espone per la prima volta nel Circolo Artistico di Catania opere di grafica e, successivamente, nel ridotto del Teatro Massimo di Palermo alcuni disegni, poi acquistati dall’editore Priulla; compie anche il primo viaggio a Roma. L’anno successivo sostiene da privatista gli esami di ammissione all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si diploma nel 1934, dopo diciotto mesi di servizio militare. L’anno dopo si installa in uno studio a San Giovanni Li Cuti, vicino al mare di Ognina, a pochi chilometri da Catania, dove realizza i primi ritratti, ma è anche richiamato alle armi in occasione della guerra in Etiopia. Al 1936 risale la committenza del Marchese di San Giuliano per la realizzazione di un monumento ad Antonino di San Giuliano, suo nonno, celebre ministro degli esteri dell’epoca giolittiana, da collocarsi nella piazza del paese di Villasmundo. L’anno dopo (1937) si trasferisce con la famiglia in un villino liberty costruito sulla lava (sciara) nella via Daniele, con due grandi terrazze e una enorme pianta di gelsomino: un luogo del cuore, dove tornerà volentieri fino alla morte della madre. Dal 1939 fino alla fine della guerra è chiamato più volte alle armi in Albania e in Sicilia. Nell’ottobre del 1941 partecipa con un disegno e una scultura (Ritratto di Michi) alla “X Mostra d’Arte del Sindacato Interprovinciale di Palermo”. Congedato provvisoriamente nel 1942 per la morte in Cirenaica del fratello Nino, giovane violinista, l’anno dopo si trasferisce stabilmente a Roma, dove lavora come disegnatore presso lo spolettificio del Regio esercito, dove conosce la sua prima moglie, Fernanda De Andreis. Nello stesso anno partecipa al Premio Verona con Il ritorno, un bassorilievo di terracotta. Dal maggio al luglio del 1943, è presente alla “IV Quadriennale d’arte” nel Palazzo delle Esposizioni con due terrecotte: L’omino,1939 (Roma, GNAM) e un Ritratto, ma, rifiutatosi di raggiungere Firenze dopo l’8 settembre, è costretto a nascondersi per tutto il periodo dell’occupazione nazista della città, in una casa della Passeggiata di Ripetta e in un negozio di colori nella stessa zona. Con l’arrivo degli alleati, entra come disegnatore alla Croce Rossa americana guadagnandosi da vivere per qualche tempo facendo ritratti per i soldati. Sposatosi con Fernanda nell’agosto del 1945, espone un disegno di nudo in ottobre nella mostra inaugurale della Galleria Il Cortile, in via dei Prefetti, una collettiva alla quale partecipano, tra gli altri, Guttuso, Mafai, Pirandello, Omiccioli e Consagra. Nella stessa galleria l’anno dopo espone alcuni ritratti, tra cui quello della Principessa Wolkonsky, presentato da un testo del critico Nicola Ciarletta. (“…La sua predilezione è per i ritratti. In ciò giocano varie nature. Una è la natura dello scultore, che ama i crani, questi universi maneggevoli. L’altra del moralista attratto nella rete delle incoerenze psicologiche. Due vocazioni contrastanti: una che ama il tondo, l’altra che simpatizza con le angolosità; una che tende alla sfera, l’altra che è impaziente di tagliarla. I ritratti di Greco concludono le due esigenze: sono tutto tondo e sono dei profili taglienti…”). Nel gennaio 1947 ottiene uno studio tra quelli dell’ex Accademia Germanica di Villa Massimo, sequestrati provvisoriamente al governo tedesco, assieme a Leoncillo, Guttuso, Mazzacurati, Rossi e Brunori, e dal 17 al 31 maggio espone alla Galleria del Secolo, in via Veneto 85 (ancora il Ritratto della principessa Wolkonsky) in una collettiva cui partecipano anche Mirko, Consagra, Guttuso, Afro, Scialoja e Turcato. Nello stesso anno va per la prima volta a Parigi, con la gioventù comunista (Fronte della Gioventù) per due settimane, con l’amico Saro Mirabella. Al viaggio partecipano Monachesi, Perilli, Dorazio e Guerrini; vivono negli studi degli artisti francesi, mangiano alla mensa universitaria. Ritorna a Roma di malavoglia. Per vivere dipinge anche stoffe per Myricae, un negozio di via Frattina, e realizza anche gioielli per Masenza, un negozio di via del Corso specializzato in gioielli di artisti contemporanei, ma finalmente dispone di uno spazio (a Villa Massimo) dove lavorare su sculture di grandi dimensioni. Nel 1948 prepara la mostra personale per la romana Galleria del Secolo; nel catalogo, con prefazione di Fortunato Bellonzi, spiccano le due grandi figure in cemento della Pattinatrice e del Lottatore. Le stesse statue saranno esposte da febbraio a marzo nella “III Mostra Nazionale d’Arte Ispirata allo Sport” (è l’anno delle Olimpiadi di Londra: le prime del dopoguerra), ospitata nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Da marzo a maggio, sempre nello spazio di Valle Giulia, si apre con il titolo “Rassegna nazionale di arti figurative” la prima edizione della Quadriennale. Segretario generale è lo scultore Francesco Coccia, coadiuvato da una giuria in cui spiccano i nomi di Casorati, Fazzini, Guttuso e Mafai. Greco vi espone il gesso del Bove e Il Lottatore in cemento. Sempre nel 1948 è presente con Il Lottatore alla mostra “Olimpiadi dell’Arte Ispirata allo Sport” alla Tate Gallery. In quell’anno vince anche il premio Saint-Vincent per la scultura. Da dicembre a gennaio del 1949 espone in una collettiva alla Galleria Giosi, via del Babuino 70, (con Gentilini, Omiccioli, Pirandello, Purificato, Stradone, Ziveri). Nello stesso anno, fino al 1952, è assistente dello scultore Quirino Ruggeri al liceo artistico di Roma. Nel 1949 è invitato con due sculture (i bronzi Testa d’uomo e Il Cantante) alla mostra “Twentieth –Century Italian Art” curata da James Thrall Soby e Alfred H.Barr jr., nel Museum of Modern Art di New York; partecipa inoltre al Festival di Edimburgo e pubblica alcune poesie su “La Fiera Letteraria” su invito del poeta Vincenzo Cardarelli. E’ invitato anche alla mostra “Artisti siciliani contemporanei” che si apre a Venezia, a cura della Fondazione Bevilacqua La Masa, curatori Guido Perocco, Umbro Apollonio e Rodolfo Pallucchini, dove espone il bronzo del Lottatore, e due terrecotte: Testa di fanciulla e Testa d’uomo. Vince anche il premio Città di Varese per la scultura. Nel 1950 è invitato alla “XXIV biennale di Venezia”, dove espone una Figura in terracotta, secondo i ricordi dello scultore, (mentre in catalogo si parla di “bronzo”). Da aprile a maggio è presente alla Biblioteca Sant’Orsola di Napoli con una personale, organizzata dal movimento olivettiano di “Comunità”. Vi espone 11 opere, tra le quali spiccano La ciclista in cemento, due Teste di donna e un Ritratto di terracotta. Alla fine dell’anno partecipa anche alla grande mostra “Italienische Kunst” (suo è il disegno di copertina in catalogo) a Monaco di Baviera. Nel comitato organizzativo della mostra compaiono i nomi di Ragghianti, Argan e Rosai. Nello stesso periodo (dicembre 1950) si presenta per la prima volta a Milano con una personale alla Galleria Bergamini. Qui incontra Cassinari, Sassu, Migneco e rivede lo scultore Mario Negri, conosciuto mesi prima alla biennale. In quella occasione i galleristi Cardazzo e Barbaroux acquistano alcuni disegni. Nel 1951, dicembre, è invitato alla Quadriennale con otto sculture (Figura dormiente; Testa virile; Sibilla; Nudo; Testa muliebre; Danzatrice; Ritratto muliebre; Figura seduta) e otto disegni. In quell’epoca risale l’incontro con Leonardo Sciascia, amico fraterno di tutta la vita, in occasione di una lettura di poesie organizzata dal poeta Mario Dell’Arco. Nello stesso anno è invitato per la prima volta a Londra per una personale, nella galleria Roland Browse & Del Banco, i cui proprietari erano rimasti colpiti dalla statua del Lottatore alla Tate, anni prima. Nella personale organizzata a Londra l’anno dopo (1952) nella stessa galleria, esporrà bronzi, terrecotte e il Bove di gesso. All’inaugurazione presenziano l’ambasciatore italiano a Londra, Brosio, il giornalista Ruggero Orlando, lo scrittore Filippo Donini e il musicista Goffredo Petrassi. Conosce in quell’occasione Sir John Rothenstein, storico direttore della Tate Gallery dagli anni Trenta agli anni Sessanta, che in seguito comprerà per il museo la Grande figura seduta e numerosi disegni. In Italia partecipa con La Pattinatrice alla “VI Mostra dell’Art Club”, ospitata a Roma nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna, vince il Premio del Parlamento alla “IV Quadriennale” e diventa titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara (fino al 1955). Nel 1953 Greco partecipa al concorso per il Monumento a Pinocchio, e vince con un bozzetto ideato durante un viaggio in treno da Roma a Carrara, schizzato sul retro di una busta. Tra maggio e giugno si apre una personale a Firenze, nella galleria La Strozzina di Palazzo Strozzi, diretta da C. Ludovico Ragghianti, che lo presenta in catalogo. Espone 16 sculture (tra cui, Fiorella, 1949; Erika, 1952; Testa d’uomo 1951; Pattinatrice 1947; Testa di fanciulla 1947; Bove 1948, Grande lottatore 1948, Testa Muliebre, 1951; Ritratto, 1952) e molti disegni. Nello stesso anno è presente a Bordeaux con una collettiva organizzata dalla Quadriennale e, a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, nella mostra “L’arte nella vita del Mezzogiorno d’Italia”. Nel maggio del 1954 espone quindici sculture e dieci disegni nella galleria romana l’Obelisco, di Gaspero dal Corso e Irene Brin. Nella mostra compaiono nuove sculture: il Bozzetto del concorso per il monumento a Pinocchio, la grande Testa di Fata, il primo ritratto di Anna, la Triestina, la Danzatrice. Dal 15 novembre espone per un mese i suoi disegni alla Rhode Island School of Design ed è presente in una mostra di scultura a Rotterdam. Nel 1955 ottiene la cattedra di scultura all’Accademia di Napoli, dove insegnerà fino al 1967. Espone a Londra, a Venezia e St. Louis e lavora al Monumento a Pinocchio. Il 1956 vede Greco vincitore del Gran Premio della Scultura alla “XXVIII Biennale di Venezia” dove espone la Bagnante n.1 che gli vale l’assegnazione del premio ( e l’acquisto da parte della Galleria Nazionale d’Arte Moderna) e inoltre, Fiorella, (terracotta), Figura seduta, e alcune teste. Ancora nel ’56 il Presidente della Repubblica inaugura a Collodi il Monumento a Pinocchio. Nello stesso anno vince il concorso per il Monumento a Camillo Olivetti, il fondatore della fabbrica e della dinastia, da realizzarsi ad Ivrea. Nel 1957 espone al Museo de Arte Moderna di San Paolo in Brasile, a Dubrovnik e a New York in una collettiva: “Italy the new vision”. In maggio espone di nuovo a Roma nella galleria l’Obelisco (tra le altre opere: Grande bagnante n.3, una statua di quell’anno; Figura accovacciata; Partenope; Testa di donna). Morte della madre a Catania. Del 1958 è la prima importante mostra pubblica personale a Palazzo Barberini, per l’Ente Premi Roma. In catalogo è presentato da Enzo Carli; espone le Grandi bagnanti, la grande Testa della Fata di Pinocchio e numerose altre terrecotte, bronzi e disegni. Espone inoltre in una collettiva “Ten contemporary Italian Sculptors” a Houston Texas, al Museo di Pasadena nella mostra “The new Reinassance in Italy”, e all’Esposizione Universale di Bruxelles. Il 1959 si apre con la personale alla Stadtische Galerie di Monaco di Baviera dove, accanto a statue di grande dimensione come la Bagnante n.1 e la Grande Bagnante n.2 espone anche dei bronzetti. In quell’occasione stringe dei legami di amicizia con lo storico dell’arte rinascimentale italiana Bernhard Degenhart, che aveva già conosciuto a Roma. Gli viene offerta la cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, che accetta per un anno, dietro insistenze di De Angelis D’Ossat, direttore generale del Ministero della Pubblica Istruzione. Ritorna anche a Londra con una personale alla Roland Browse & Delbanco, e una collettiva alla Tate Gallery, e a Venezia con una personale di grafica a Cà Pesaro. In quell’anno è ospite dell’Accademia Americana al Granicolo, in attesa che sia ultimato lo studio-abitazione di viale Cortina D’Ampezzo. Cuoce le sue sculture nella storica fornace Annichiarico in via Santa Caterina, in Trastevere, utilizzata anche da Leoncillo, Melotti, Manzù e Mazzacurati. Alla fine dell’anno espone cinque grandi nuove sculture (Grande Bagnante n.4; Pattinatrice; Chiara; Marisa Ciardiello; Grande bagnante n°3) nella rotonda del Palazzo delle Esposizioni alla VII Quadriennale. In catalogo è presentato da Enzo Carli. Nel 1960 partecipa alla collettiva del Musèe Rodin a Parigi “Sculpture Italienne Contemporaine d’Arturo Martini à nos jours” e inaugura a Vienna, Kunstlerhaus, la mostra “Der Bildhauer Emilio Greco Plastik und Zeichnungen”. A Vienna Greco diventa amico di Oskar Kokoschka, conosciuto a Venezia nel 1948. Tra il 1960 e il 1961, Greco lavora agli altorilievi per la chiesa di San Giovanni Battista a Campi Bisenzio (Firenze), capolavoro dell’architetto pistoiese Giovanni Michelucci. Riceve nello stesso anno la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per i benemeriti della Cultura e dell’Arte. Del 1961 è la personale al Musée Rodin di Parigi, inaugurata da André Malreaux e la personale alla Fondazione Shirokjia di Tokio. Espone anche una scelta di opere a New York, nella galleria The Contemporaries inc., in Madison Avenue, presentato in catalogo da J.Hodin. Si dimette dall’Accademia di Monaco e, in estate insegna scultura nella Scuola del vedere di Salisburgo, fondata da Oskar Kokoschka. E’ ancora a Parigi, Musèe d’Art Moderne, nel 1962 per l’“Exposition International du petit bronze”. Nello stesso anno riceve l’incarico di realizzare le porte del duomo d’Orvieto, alle quali lavora fino al 1964 e che saranno posizionate, dopo infinite polemiche, nell’agosto del 1970. Nel 1963 presenta a Lisbona una mostra personale alla Fondaçao Calouste Goubelkian. Nello stesso anno Greco espone una selezione di opere a Roma nel Palazzo delle Esposizioni. Alla fine del 1964 Mons.Giovanni Fallani, Presidente della Commissione d’Arte Sacra, incarica lo scultore di eseguire il Monumento a Papa Giovanni XXIII per la Basilica di San Pietro, che sarà inaugurato da Paolo VI il 29 giugno 1967. Nel 1965 Greco partecipa alla “VI Biennale della grafica di Venezia”, e alla “IV Biennale Internazionale di scultura di Carrara”, e alla “XXIV Biennale Nazionale d’arte” a Milano. In febbraio torna a Catania con una mostra organizzata dal Dipartimento di Storia dell’arte dell’Università, presentato in catalogo da Ottavio Morisani. Nella stessa occasione la Facoltà di Giurisprudenza gli compra una statua da collocarsi a Villa Cerami, nella storica via dei Crociferi. Il 1966 si apre con due mostre australiane: alla National Gallery of Victoria e al “Festival of Arts” della National Gallery of South Australia. Nello stesso periodo il modello del Monumento a Papa Giovanni è approvato dalla commissione pontificia. Nel 1967 partecipa a Firenze, vulnerata dall’alluvione, alla mostra “Gli artisti per Firenze” a Palazzo Vecchio a cura della Galleria Internazionale d’Arte Contemporanea; partecipa alla “VII Biennale Nazionale d’Arte Sacra” itinerante a Milano, Bologna e Roma. In estate è a Teheran, ma rifiuta l’incarico per un ritratto allo Scià. Diventa invece amico di Giuseppe Tucci, viaggiatore e archeologo famoso, con il quale visita gli scavi di Persepolis. In giugno, viene inaugurato il Monumento in San Pietro. Nel 1968 riceve il primo premio della “VII Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea” a Venezia, il premio della Calcografia offerto dal Ministero della Pubblica Istruzione e quello offerto dalla società Promotrice di Torino alla “Quadriennale” (sezione maestri italiani). Nel 1969, a Firenze, una doppia esposizione: alla Biennale Internazionale in Palazzo Strozzi e alla Galleria Pananti dove si espongono le donazioni di Greco alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Firenze e alla Pinacoteca Vaticana. Si sposa con Anna Padovan. 1970 nasce il secondo figlio Alessandro, in maggio. In agosto si collocano le Porte del Duomo di Orvieto. Alla fine del 1970 risale la grande mostra antologica a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Le opere presenti a Ferrara verranno poi richieste per una mostra itinerante nei musei giapponesi promossa dal giornale Yomiuri Shinbun. Nel 1971 è a Vienna con una personale e, ancora, nel Museo Rodin di Parigi in occasione della “IVème Exposition Internationale de Sculpture Contemporaine”. In estate, accompagnato dall’amico Akanekakubo, inizia il giro di mostre nei musei giapponesi, ad Osaka, Sendai, al Modern Fine Arts Museum di Kobe, e poi a Yamaguchi, Hiroshima, e Kyoto. (“…Alla Galleria d’Arte Moderna di Kyoto mi accolse una mia figura accoccolata…”, scrive Greco). Ancora in Giappone, dopo la mostra di Tokyo alla Galleria d’Arte Moderna Mitsukoshi nel 1973, il 31 giugno 1974 inaugura un’esposizione permanente di 1.800 metri quadrati: il Greco Garden nell’Open Air Museum di Hakone. Tra il 1977 e il 1979 è presente con due mostre diverse a Innsbruck e a Jakarta, in Indonesia. Tra l’estate del 1979 e l’inizio del 1980 è in Unione Sovietica; espone al Museo Puskin di Mosca e al Museo dell’Ermitage di Leningrado, dove il giorno seguente l’inaugurazione della mostra “…l’illustre prof. Piotrovski”, direttore del Museo, “…mi fece scegliere una delle sale per sistemare in permanenza il gruppo di opere donate”. Risale al luglio del 1980, una grande antologica nel palazzo Soliano di Orvieto, mentre per tutto il 1982 le sculture di Greco girano la Sicilia: nell’estate sono esposte al Palazzo Bellomo di Siracusa, in inverno nel federiciano Castello Ursino di Catania, quindi nel Teatro Massimo di Palermo. Infine a Roma, dal luglio al settembre del 1983 si apre una grande antologica nel Castel Sant’Angelo. Nel 1984 è in Toscana, in Val d’Orcia, con la mostra itinerante “I grandi Maestri e le nuove frontiere culturali”. Due anni dopo è invitato formalmente dall’Opera del Duomo di Metz, per realizzare la porta bronzea. In incognito, Greco si reca a Metz per studiare il Duomo e realizzare alcuni schizzi preparatori, ma poi rinuncia all’incarico troppo gravoso in quel momento per le sue condizioni di salute. Del 1987 è la mostra ” Emilio Greco Sculture 1948-’79” a Torino, Palazzo Nervi, e la mostra ” Ein Rundgang durch die Sammlung-Emilio Greco” nella Staatsgalerie Moderner di Monaco. Nel 1988 Padova e L’Aquila, ospitano la mostra intitolata “Omaggio a Emilio Greco”, in Giappone si apre una mostra itinerante e l’anno si chiude con la grande mostra di disegni intitolati allo sport, a Firenze, Palazzo Pitti. Nel 1990 è presente al Festival dei Due Mondi di Spoleto nella collettiva “Il corpo in corpo-schede per la scultura italiana 1920/’40” curata da Bruno Mantura. Nel giugno del 1991 si inaugura, nel basamento di Palazzo Soliano splendidamente allestito da Giulio savio, il Museo Emilio Greco di Orvieto, ponendo fine a più di un decennio di continue mostre itineranti, in Italia e all’estero. Il Museo raccoglie le sue opere principali: ventisei sculture dal 1947 al 1983, sessanta disegni dal 1946 al 1991, medaglie e bassorilievi. Dal luglio del 1992 anche il Museo Nazionale d’Abruzzo de L’Aquila ospita una sala dedicatagli con sculture in bronzo e terracotta. Così a Sabaudia (dove lo scultore passava lunghi periodi) ha sede il “Museo Greco” una gipsoteca ricca di opere grafiche. Nel 1994 il Comune di Catania gli chiede una raccolta di opere, da ospitare nella sede che fronteggia il Museo Bellini. Quella del dicembre del ‘94 per l’inaugurazione del Museo della Grafica, è l’ultima visita che lo scultore compie nella sua città natale. Morirà a Roma il 4 Aprile del 1995.

Prezzo:
-
AFRO (1)Agostino BONALUMI (1)Agostino FERRARI (1)Alberto BIASI (1)Alberto MAGNELLI (1)Aldo SPOLDI (1)Aleandro RONCARA' (1)Alfredo CHIGHINE (1)Alighiero BOETTI (1)Antonella MAZZONI (1)Antonio Ligabue (1)Antonio Michelangelo FAGGIANO (1)Arnaldo POMODORO (1)Arturo VERMI (1)Atanasio SOLDATI (1)Battista LURASCHI (1)Bruno BENUZZI (1)Bruno CASSINARI (1)Bruno MUNARI (1)Camille BRYEN (1)Camillian DEMETRESCU (1)Carlo BONFA' (1)Carlo MATTIOLI (1)Concetto POZZATI (1)Corrado BONOMI (1)Cristina RONCATI (1)Dario BREVI (1)Emilio GRECO (1)Enrico BARBERA (1)Enzo ESPOSITO (1)Ettore SORDINI (1)Felice LEVINI (1)Fernandez ARMAN (1)Francesco DE MOLFETTA (1)Franco ANGELI (1)Franco FRANCESE (1)Franco GENTILINI (1)Gastone BIGGI (1)Giacomo BALLA (1)Giancarlo BARGONI (1)Gianfranco FERRONI (1)Gianni CELLA (1)Gianni DOVA (1)Gianni PEDULLA' (1)Gino MELONI (1)Giorgio CHIESI (1)Giorgio DE CHIRICO (1)Giorgio LAVERI (1)Giusepe DEL FRANCO (1)Goliardo PADOVA (1)Graham SUTHERLAND (1)Hans HARTUNG (1)Hans RICHTER (1)Henry MOORE (1)Jean LEPPIEN (1)Joan MIRO' (1)Karel APPEL (1)Keith HARING (1)Luca ALINARI (1)Luciano BARTOLINI (1)Lucio FONTANA (1)Luigi GROSSO (1)Lutz BROCKHAUS (1)Marcello JORI (1)Marco LODOLA (1)Marino MARINI (1)Mario CEROLI (1)Mario DELUIGI (1)Mario NANNI (1)Mario SCHIFANO (1)Maryan S. MARYAN (1)Mastaka KUBOTA (1)Mattia MORENI (1)Max ERNST (1)Michele CASCELLA (1)Mino MACCARI (1)Oskar KOKOSCHKA (1)PLUMCAKE (1)Pablo PICASSO (1)Paolo BENEFORTI (1)Patrick MOYA (1)Piero DORAZIO (1)Piero RUGGERI (1)Pietro ALBERTO (1)Pietro CASCELLA (1)Pietro GHIZZARDI (1)Renato GUTTUSO (1)Roberto CRIPPA (1)Roberto ORLANDI (1)Salvador DALI' (1)Salvatore FIUME (1)Sandro CHIA (1)Sandro MARTINI (1)Sebastian MATTA (1)Sergio FERMARIELLO (1)Silvano DE PIETRI (1)Ugo LA PIETRA (1)Virgilio GUIDI (1)Vittorio D'Augusta (1)Vittorio MESSINA (1)Vittorio VALENTE (1)WAL (1)Walter VALENTINI (1)